Pensiero religioso

e possibilità dell’azione umana in Erodoto

Indice:

Questo articolo è apparso anche in Zetesis 2 - 2005

Introduzione

    La filosofia di pensiero di Erodoto in campo religioso è sostanzialmente allineata a quella dei suoi contemporanei: come questi ultimi, egli assegna valore alle profezie, agli oracoli ed agli indovini, rispettando inoltre il segreto che doveva vigere sui riti misterici. Lo storico dà infatti prova delle credenze sue e della maggioranza dei Greci attaccando con spirito polemico in un passo delle Storie i pochi che con scetticismo le ricusano: “Io non posso certamente contraddire la veridicità degli oracoli e non voglio neppure provare a confutarli quando parlano a chiare lettere, avendo ben in mente fatti di questo genere … [seguono le parole dell’oracolo] … Di fronte a questi fatti ed a Bacide che così chiaramente parla, io non ho coraggio di porre obiezioni agli oracoli e non ne accetto neppure da altri (VIII, 77)”.

Addirittura, Erodoto teme di aver oltrepassato i limiti del rispetto per la divinità dopo aver rielaborato il mito di Eracle in modo leggermente diverso dalla tradizione e per questo chiede agli dei stessi ed agli eroi una benevola tolleranza: “Molte altre cose ancora i Greci raccontano dissennatamente, tra le altre questo racconto su Eracle […].Inoltre Eracle, che era da solo e pure ancora in forme umane – a quanto raccontano – come potrebbe aver ucciso molte decine di migliaia di uomini? A noi dunque che raccontiamo tali fatti in questo modo possa toccare in sorte la benevola tolleranza di dei ed eroi (II, 45, 3)”.

Più in generale, lo storico dubita che sia persino lecito avere un’opinione attorno alla sfera del divino: “Ritengo dunque – se pure è lecito avere un’opinione – che la dea non volle accogliere coloro che avevano incendiato il tempio di Eleusi (IX, 65, 2)”. 

Lo storico nella sua opera rivela tuttavia senza alcuna remora il proprio pensiero attorno all’intervento degli dei nelle faccende umane. Anche in questo caso, Erodoto non di meno mostra di possedere una posizione per nulla innovativa o rivoluzionaria, anzi ancora perfettamente allineata a quella dei suoi contemporanei Greci, che ritenevano che la vita dell’uomo fosse interamente governata dal volere divino e che quest’ultimo a sua volta sottostesse alle leggi del Fato.

In quanto segue si tenterà di evidenziare le molteplici sfaccettature del pensiero religioso erodoteo, facendo riferimento al testo stesso delle Storie attraverso alcuni episodi particolarmente significativi.

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