La congiura di Catilina

       A Roma, nello stesso periodo, Catilina e Manlio ordivano una congiura divenuta più che celebre attraverso la descrizione che ne diede Sallustio con il suo De coniuratione Catilinae ed attraverso le infuocate pagine delle orazioni in Catilinam che furono tenute da Cicerone in senato. La congiura, soprattutto a causa dei tentennamenti di alcuni complici ed al tradimento di altri, ebbe tuttavia vita breve ( 63 - 62 a.C. ) e fu infine scoperta e rivelata da Cicerone, che ricopriva in quell'anno la carica di console. A Pistoia nel 62 a.C. Manlio e Catilina, alla testa dei loro rivoltosi, caddero valorosamente sul campo, mentre i loro complici vennero giustiziati dopo un breve soggiorno nel carcere Mamertino; proprio la loro condanna a morte, frettolosamente fatta eseguire da Cicerone, costò a quest'ultimo l'esilio per aver violato precise disposizioni di legge in materia: la lex Clodia de capite civis Romani, infatti,  prevedeva l’esilio per chiunque avesse condannato un cittadino romano senza la possibilità che si appellasse al popolo come suo diritto.

 

Il primo triumvirato


   
Tornato a Roma, Pompeo mandò in licenza il suo esercito ed il senato ne approfitto per riappropriarsi di quel ruolo che il grande condottiero gli aveva sottratto con il proprio potere. Pompeo cercò allora l'aiuto di Cesare, che già si era fatto notare durante l'episodio della congiura di Catilina - di cui si vociferava fosse stato da principio un sostenitore - e del fidato Crasso. Nel 60 a.C. Cesare, Crasso e Pompeo si allearono a costituire il primo triumvirato.

Indice