III. Mito e folclore

Introduzione

 

    Si deve all’entusiastica passione dell’Età Romantica per favole e racconti popolari discendenti dalla tradizione orale la scoperta che questi ultimi contenevano temi in larga parte presenti, anche solo in abbozzo, nei poemi omerici ed in numerosi racconti della mitologia greca. Qualche esempio può essere significativo: il tema dell’eroe che uccide l’orco con l’aiuto della sorella di quest’ultimo si ritrova nel mito di Teseo che elimina il Minotauro con l’aiuto di Arianna; il tema della ragazza che favorisce l’impresa o la fuga del protagonista è ripreso nel mito di Giasone soccorso da Medea nella conquista del vello d’oro. Se poi esaminiamo più dettagliatamente i poemi omerici, vediamo che l’Odissea è ricchissima di personaggi ed elementi tipici del mondo delle fiabe: la maga Circe, le Sirene, le avventure di Odisseo stesso raccontate ai Feaci, il tema del ritorno a casa...

    E’ evidente che i poemi omerici abbiano attinto alla tradizione folklorica della tradizione orale ed anzi costituiscono “la prima attestazione ... dei motivi ricorrenti nelle tradizioni folcloriche di numerosi popoli”. Altri miti o tradizioni popolari, invece, passarono in forma letteraria scritta solo più tardi, come accade al mito di Alcesti, che racchiude i due temi dell’innamorato che si sacrifica al posto della persona amata – forse ispirato alla saga di Gilgamesh – e della lotta tra Eracle e la Morte, che venne rappresentato e reso immortale da Euripide solo nel V secolo.

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