Mito

    Il tema del mito nel mito, come una danza di ebbri in cui il testimone passa di mano ed i personaggi si mescolano e si fondono, invasati nel loro rituale, è affrontato a mio avviso splendidamente nelle Metamorfosi di Ovidio (che ammettono doppia chiave di lettura, attraverso la trasmutazione dei protagonisti che si succedono sulla scena ed al contempo attraverso la trasmutazione del testo stesso, nel passare da personaggio a personaggio in un fluire ininterrotto) e nel libro Le nozze di Cadmo e Armonia di Roberto Calasso.

    Mito ed invasamento sono inoltre il cardine di un altro grande testo, Le baccanti di Euripide, forse uno dei più interessanti per cogliere la sensibilità poetica del grande tragediografo ed al contempo osservare lo spietato confronto ed il dolore provocato da Dionisiaco ed Apollineo, quando entrambi siano spinti ai rispettivi estremi di totale follia e cieca razionalità. Nel quadro, spicca il giudizio – inespresso eppure tangibile – del poeta per le sorti umane in balia del divino (quasi con la lettera maiuscola, quante pure siano le forme che di volta in volta si diverta ad assumere), così lontano ed imperscrutabile nel suo volere, eppure sempre tragico.

    Tuttavia in Euripide il senso dell’annichilimento dell’uomo nella sua estrema sventura tocca la sua punta più alta nelle Troiane, che forse è – applicando una categoria di giudizio moderna – la tragedia degli innocenti ingiustamente oppressi, in cui anche i bambini devono pagare le colpe (o più semplicemente divenire lo strumento attraverso il quale saziare gli appetiti di vendetta) degli adulti, mentre il Fato si diverte a sconvolgere i destini dei superbi, umiliandoli.

    Mito e senso del tragico nell'esistenza umana si ritrovano poi nell'Ippolito di Euripide (v. 189 e seguenti), dove il poeta ricorda che " la vita tutta degli uomini è dolorosa ... ma qualunque altra cosa sia più cara del vivere, l'oscurità la copre avvolgendola di nubi. Così ci sembra di essere follemente innamorati di ciò che splende sulla terra, perché non abbiamo esperienza di un'altra vita e non c'è rivelazione di quanto è sotto terra. E siamo allo sbando in balìa dei miti  (traduzione Rivista Zetesis).

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